Il Nebbiolo 2 la vendetta

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Ebbene si,il vostro eroe enologico,cioè il sottoscritto, è tornato a sproloquiare di vini e altre inebrianti delizie,ma tranquilli, se ne sta per andare via di nuovo … Dopo sei mesi passati in Grecia a pasteggiare a grappa e birra quale potrebbe essere  il frutto della patria italica che mi è  mancato con più profondo struggimento? Ma naturalmente il vino, è quando dico vino non dico un succo d’uva qualunque, ma il divin Nebbiolo del Divin Birbante!

Infatti il mondo può pure sconquassarsi,il clima può andar fuor di sesto,i ghiacci artici possono sciogliersi, gli ulivi secolari posso essere abbattuti,l’economia può andare a ramengo, vecchie ideologie oscurantiste possono tornare a prendere il sopravvento, possono pure incombere l’olocausto nucleare e il blackout universale,   ma la dionisiaca bottega del Divin Birbante è sempre lì in Via Milano a Varese, con la sua pittoresca fauna di frequentatori, il suo cordiale oste Paolo e soprattutto il suo ottimo vino piemontese tra cui spicca, re rosso tra le bottiglie rosse, il regale e insuperabile Nebbiolo!

Un apocrifo del Dalai Lama (molto apocrifo) consiglia una meditazione serale quotidiana a base di Nebbiolo per distaccarsi dalle bruttezze del mondo e  per ricongiungersi alle proprie vite precedenti, fare saltare gli impianti precostituiti e  ritrovare la pace sensoriale, certo esistono anche  altre discipline tipo lo yoga che non richiedono tale investimento alcolico per trovare l’estasi,ma io da buon adepto iniziato agli  splendori della vite che dona vita  mi sono dedicato, in questi ultimi due mesi,  con fervida disciplina e grande concentrazione alle misteriche vie del Nebbiolo …

Passando attraverso la Pasqua sono convinto che la cosa che Cristo non perdonerà mai a Giuda non è tanto il fatto di averlo tradito, ma di non avergli nemmeno fatto finire il suo ultimo calice di Nebbiolo prima di consegnarlo alla sbirraglia romana e alla pretaglia farisaica … Il Nebbiolo è profondità, mistero, immersione nell’immensità, rosso come il tramonto ti proietta nel cielo infuocato in comunione con il fatale sanguinamento del giorno a favore delle nere dolcezze della notte,il Nebbiolo è pathos, epica, esplosione di lirismo nel centro delle taverne, melodia d’amore sotto stormi di pipistrelli e lune vampiresche …

I lettori avranno ormai capito che questa non è una recensione, ma un ode al Nebbiolo, rosso come il sole che scalda le ossa del viandante quando l’inverno si ritira ed egli può finalmente godersi il suo sonno all’aria aperta, libero e felice con le labbra dischiuse in un birbantesco sorriso macchiato di dolce nettare degli dei … O Nebbiolo, ti ho trascurato troppo a lungo e adesso subisco la tua vendetta, mi strappi lodi sperticate e deliranti incendiandomi le orecchie, infondendo le mie vene di vinosa poesia  che mi surriscalda il sangue … Caschi il mondo, caschi la terra, venga il vento a strapparmi via e a rimettermi su strade randagie di sperdute latitudini, ma prima lasciatemi finire il mio calice, lasciatemi dare un ultimo bacio al Nebbiolo!

Piatto d’accompagnamento consigliato: Spiedini al miele, peperonata, pasta e fasò, salsiccia polacca,involtini primavera, panini al fegato … Quello che vi pare, con il Nebbiolo va bene tutto e si abbina con i piatti della trattoria da Marzio, che è molto spesso aperta, ma in cui non è consigliabile presentarsi dopo le sette e permanere dopo le nove: il locale ha orari teutonicamente rigidi …

Disco d’accompagnamento consigliato: In queste sere mi piace sentire la musica della pioggia e del vento mentre sorseggio il mio Nebbiolone, ma se proprio volete un disco allora mettete su Black Peak di Xylouris White, il duo composto dal cantante e suonatore di lauto cretese Yorgos Xylouris (figlio del grande Psaradonis) e dal batterista australiano Jim White, musica potente che ti proietta oltre i muri a sorvolare le terre elleniche  e che ha attirato l’attenzione persino di Nick Cave …

Film d’accompagnamento consigliato: “Baise moi” è un film francese la cui visione non è consigliata ai benpensanti, un violento road movie in cui protagoniste sono due belle ragazze che hanno deciso di lasciare Parigi e di lasciare che la loro rabbia faccia esplodere ogni freno morale inibitore sulla loro strada verso il nulla: fumano e bevono a profusione, fanno sesso con chi capita, derubano e uccidono senza pietà chi ha la sventura di incontrarle, soprattutto se sono uomini. Da vittime di violenza sessuale sono diventate temibili carnefici. È un film senza redenzione né lieto fine che ritrae impietosamente  il disagio giovanile (soprattutto femminile) delle periferie parigini, tra l’altro con un ottima colonna sonora post punk.  Se sparatorie e scene di nudo non vi spaventano troppo allora è la visione adatta con un bel bicchiere di Nebbiolo.

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