Onda

L’ONDA

Onda su onda la barca affonda, il mare manca, la nostalgia monta, desidero sentirmi il sale marino sulla pelle, sentirne l’odore, sentire la sabbia che scotta, tuffarmi nudo nell’acqua fredda e sentire l’umanità che torna a fluire nel mio corpo, mi mancano i bagni notturni con le luci subacque del plancton, mi mancano le lunghe gambe della mia Penelope che spuntano dai flutti, mi mancano persino gli aculei dei ricci di mare che mi si piantano nei piedi e le meduse che sfiorano le mie parti intime (beh, quasi), e allora quando si tratta di immergermi  nella bottiglia di vino serale decido di tornare alle mie origini sarde e alle onde, con questo bell’ … Onda!

Il Divin Birbante ne ha azzeccata un’altra, e dopo il Cannonau  e il Vermentino ecco  che ha scovato dalla calda e impenetrabile terra di Sardegna un’altra delizia, un nettare che si merita appieno il suo nome suggestivo: l’Onda. Dopo un bicchiere di Vernaccia  e uno di quest’ Onda il galeone dentro la mia testa ha iniziato a oscillare pericolosamente, ho sentito la burrasca in arrivo, ma non ho potuto sottrarmi, e così dopo essere uscito nuotando dalla barca del Birbante sono naufragato nell’isola più alcolica del regno, ovvero la repubblica corsara domestica retta con duro polso enologico dal sulfureo capitano Ferrari Marzio!

Tradotto in italiano dal dionisiaco: sono andato a cena dal Marzio … e dopo un piatto di spaghetti alle vongole L’Onda ci ha rapiti, e abbiamo navigato fino all’una di notte negli abissi del rock progressivo e psichedelico, tra Banco del Mutuo Soccorso, PFM, Le Orme, In a Gadda da Vida, Woodstock, Deep Purple, Jethro Tull, Ivan Graziani eccetera, fino a che non sono approdato alla spiaggia di casa mia con la testa ormai trasformata in un bel brasato!

Quando mi sveglio il giorno dopo la prima cosa che faccio è strizzarmi bene  il cervello imbevuto di vino come una spugna, e la seconda controllare il volume della bottiglia: quale sorpresa nel scoprirla quasi intatta! Ma allora cosa abbiamo bevuto? Forse che Cristo in un impeto cristiano prepasquale sia risorto in anticipo per venire generosamente a rifornirmi nottetempo? Del resto il fricchettone di Nazareth è molto noto per queste simpatiche trovate, trasformare l’acqua in vino e simili, e ci credo che avesse parecchi discepoli, magari se avesse offerto una caraffa in più a Giuda non si sarebbe ritrovato in quel gran casino con la croce e tutto il resto …

E allora che fare, come disse il famoso populista pelato russo, quel leninista terribile di nome Lenin? Guardo L’Onda e gli chiedo consiglio: come il Vermentino anche questo rosso nuragico mi parla, e parla un sacco, il problema però è che parla in sardo, e non ci capisco una mazza!  Dopo un accurata ponderazione del problema prendo una risoluzione, “nel dubbio bevi”, e mi rituffo a capofitto nell’Onda …

Piatto d’accompagnamento consigliato: Mangiateci pure sopra la lasagna a 12 strati con panna e tonno, la bistecca di bisonte dal Canada, la carbonara alle zucchine con sei spicchi d’aglio, le pennette alla vodka e allo speck, le cavallette fritte, i serpenti a sonagli allo spiedo, il polipo crudo, il merluzzo lesso, le lumache vive,i tortellini in brodo di ragno, persino i bastoncini Findus, mangiateci su quello che volete … ma NON  le orrende polpette di tacchino che sono stato costretto a ingurgitare stasera! Azz! Mai più!

Disco d’accompagnamento consigliato: Se il minestrone psichedelico del Marzio non vi  garba vi consiglio un bel  disco da vino rosso, “Riportando tutto a casa” dei Modena City Ramblers, quando facevano ancora un poetico “combat folk” da balera e non le lagne politicamente corrette che si sono messi a fare dopo … ascoltatevi la loro Ninna Nanna prima di dormire, e cullatevi in rosse lacrime d’uva:  “e prego qualche dio dei viaggiatori, che tu abbia dei soldi in tasca da spendere stasera, e qualcuno nel letto per scaldare via l’inverno, e un angelo bianco seduto vicino alla finestra”. Ascoltatevi prima anche Ahmed l’ambulante: “quaranta notti al gelo sotto un portico deserto, ho venduto orologi alle stelle, Ashiva dea della notte vieni a coprirmi d’oro, ho braccialetti finti ed un anello per ogni mano, ma nessuna moglie … non sono morto al freddo delle vostre città, ma su una grande pira d’ebano, e la mia gente ha cantato e ballato per quaranta notti!”

Film d’accompagnamento consigliato: Ma che ne so … sparatevi Mediterraneo, con quei ben poco marziali  soldati italiani naufragati in Grecia che si dicono “ma a che serve combattere” e rimangono lì, perduti nel mare, finalmente liberi da ogni preoccupazione e responsabilità, liberi da duci, papi e re: “si sono dimenticati di noi, io voglio dimenticarmi di loro” … come mi ci ritrovo!

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