Cabernet

IL CABERNET

Reduce da un fine settimana non proprio all’insegna del divertimento, con tanto di madre anziana e dolorante tenuta in attesa al pronto soccorso per la bellezza di otto ore filate (grazie mille, sanità lombarda, sei veramente il fiore all’occhiello del paese!), ci vuole un vino speciale per ritemprarmi e tornare a credere nella naturale bontà dell’essere umano (per un paio d’ore, almeno), e per fortuna  il Divin Birbante nel frattempo ha fatto arrivare una mia vecchia conoscenza: il Cabernet.

Questo è un  Cabernet molto particolare, che  faceva arrivare ogni tanto anche il precedente vinaio di Via Milano, ovvero il gran visir dei vini sfusi  Ferrari Marzio,  pensavo di non riassaggiarlo mai più e invece rieccolo ora recuperato dal Birbante, degno successore del rude visir mantovano ormai in pensione  (“vino rosso non avrai il mio scalpo”era il suo motto, augh)  … Ogni sorso di questo Cabernet è una fucilata speziata, ti spara nel palato un bel gusto di pepe nero come  nemmeno il miglior vin brulè sa fare, certo non possiede la pienezza dei rossi piemontesi o sardi, ma riguadagna tutto in aroma e retrogusto  “psichedelici”.

È lecito parlare di psichedelia quando si parla di vini? Molti obietteranno che il vino è un prodotto della terra, una cosa da contadini che non si può accostare a una droga uscita da un laboratorio o da una serra sotterranea …  da fedelissimo adoratore di Bacco quale sono non posso che essere d’accordo, ma sostengo anche che un buon rosso bevuto nelle giuste quantità (cioè in massicce dosi, ascoltate i sani consigli dello zio Alessandro) può benissimo  avere un effetto  psichedelico: un viaggio nei ricordi, un tuffo nella fantasia, una nuvola purpurea che ti fa ridere, piangere, meditare, eccitare, cantare o startene in silenzio a guardare il buio e le stelle.

Esistono paesaggi invisibili a cui è molto arduo arrivare in condizioni di sobrietà, lo stile di vita che conduciamo non ci consente un accesso alla bellezza e ai misteri del cosmo, ma ci riduce alla mediocrità e alla mera sopravvivenza, forse la sobrietà non è nemmeno lo stato naturale del uomo, forse non siamo stati creati per essere dei bestioni sprofondati fin sopra al ginocchio nel letame della cosidetta “realtà”, ma siamo qui per ben altro: la fredda mente non è tutto, chi l’ha detto che sbattersi fuori da essa ogni tanto sia una cosa necessariamente negativa? Non sono i folli, i poeti, gli ubriachi che pianificano le guerre e i massacri, proprio no, ma semmai i razionali, gli stoici, le persone “responsabili” che “eseguono solamente gli ordini”: guardate l’esempio più ovvio, l’olocausto, non è mica stato frutto di una sbronza momentanea, ma di una pianificazione industriale, razionale, efficientemente tedesca!

Si dice “bacco, tabacco e venere riducono l’uomo in cenere”, beh, può darsi … allora datemi un po’ di venere e vedrete che bacco e tabacco me li dimenticherò, forse addirittura per dieci minuti!

Piatto d’accompagnamento consigliato: schiaffate dei funghi in padella con aglio, olio, curcuma, prezzemolo, basilico, pepe nero, peperoncino, limone,  feta e vino abbondante (anche con birra sono ottimi, fate voi), lasciate sciogliere la feta fino a farla diventare una salsa, magari con un po’ di panna o yogurt greco, scolate la pasta e mischiatela fino a che non diventa dello stesso colore dei funghi … et voilà, eccovi la pasta ai funghi dell’Alessandro, piccante come il sedere del demonio!

Disco d’accompagnamento consigliato:  A proposito di psichedelia non sto a raccomandarvi del vecchiume anni sessanta, ma semmai del vecchiume anni novanta: i Monster Magnet con Spine of God. Chitarroni metal distorti e rumorosi, amplificatori vecchio stile  tirati al massimo, voce furiosa e viscerale, ritmi sincopati e ipnotici: pronti alla partenza per l’iperspazio?

Film e libro d’accompagnamento consigliati: se vi va di leggere,  con  “Vere allucinazioni” di Terence McKenna vi tufferete nel cuore dell’Amazzonia tra funghi magici, fiumi oscuri, tribù ostili,bestie incredibili, comunicazioni telepatiche, mantidi pirata multidimensionali e dischi volanti … se invece non vi va di leggere e siete appena appena anglofoni andatevi a vedere il documentario sperimentale “True allucinations” (facilmente disponibile su YouTube) e sarà la stessa voce di McKenna, profonda, esilarante e commovente, a guidarvi in quell’bizzarro universo ben oltre i confini della realtà!

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