Rosellin

 

IL ROSELLIN

“Non può piovere per sempre”,  come diceva qualcuno in un filmaccio melenso di cui non ricordo nemmeno il titolo, e infatti in questo venerdì di quaresima è apparso nella tetra landa varesina uno spicchio di sole che fa pensare un po’ di più alla Primavera e un po’ meno al Golgota, forse finalmente è arrivato il tempo delle rose, o comunque … del Rosellin!

Reduce da un abbuffata non proprio quaresimale di tagliolini al ragù (ci siamo fatti fuori un pacco da mezzo chilo in due, tanto per intenderci), il mio stomaco non ha ancora smaltito del tutto quell’epica scorpacciata di pasta, per la precisione mi sento come se la sera prima avessi ingoiato un baule pieno di cianfrusaglie e serpenti , e allora quando varco la porta del Divin Birbante ho ben chiaro in testa e soprattutto in pancia che non è serata da vinoni rossi, ma che ci vuole qualcosa di frizzantino che mi faciliti il ruttino: il Rosellin appunto!

Sottolineo che il Rosellin, nonostante sia un piacevole rosato frizzante, non è certo un vinello leggero leggero da bere senza rimorsi, ma una canaglia  da 13 gradi che finge subdolamente di essere innocuo mentre si insinua rapidamente nel tuo corpo come un soldato che striscia silenziosamente dietro alle linee nemiche con un coltello tra i denti, e  ti fa diventare le orecchie sempre più incandescenti man mano che lo bevi.

Tra un bicchiere e l’altro, un ruttino e l’altro, penso che sta arrivando la Pasqua, penso a quanto mi piacerebbe salvare un pastore rigirandomi un succulento agnello sullo spiedo (mi spiace per la povera bestia, ma all’odore di quella deliziosa carne che sfrigola sul fuoco non so resistere), penso ad alieni, folletti e girandole psichedeliche (13 gradi, ragazzi, e chiamatelo Rosellin), penso a come questo pianeta sia irrimediabilmente fregato e a dove scappare quando Babilonia sprofonderà insieme a tutta questa stupida civiltà, se ci sarà ancora un posto dove andare (nello spazio magari), penso anche a come mi piacerebbe avere un ippopotamo in casa piuttosto che mia sorella : l’ippopotamo è meno ingombrante e sta pure zitto ogni tanto, lei no…

Ma il Rosellin soprattutto mi fa pensare alla mia Penelope in Grecia, a quando io novello Ulisse tornerò festosamente nella mia amata terra ellenica portando rose rosse e vini rossi: c’è la farò prima che arrivino i turchi? Forse si considerando che, metaforicamente parlando, i turchi sono già lì da un pezzo!

Piatto d’accompagnamento consigliato: Certo uno come me che il giorno prima si è sbranato una pentolata di ragù e ne soffre ancora i postumi non può fare testo in materia di abbinamenti culinari, ma sostengo comunque che una bella insalatona con bresaola e mozzarella ci sta proprio bene con questo Rosellin!

Disco d’accompagnamento consigliato: Dopo cena abbassate le luci e mettete su Erpland degli Ozric Tentacles, splendido disco strumentale dalle profondità stellari che vi sbatterà fuori dalla realtà per il resto della notte … sempre se vi sia avanzata una buona dose di Rosellin da bere nella penombra!

Film d’accompagnamento consigliato:  Niente consigli cinematografici questa volta, ma a schermi spenti e luci abbassate pensate un po’ al film della vostra vita: la trovate una buona pellicola? O vi sentite di gridare “stop”, di bruciare le bobine e di ricominciare le riprese da capo? In ogni caso nessun altro può giudicare, i registi, i critici e il pubblico dovete essere voi, e se vi meritate un oscar ve lo dovete dare da soli …

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