Cannonau

IL CANNONAU

Camminando per le strade varesine incrostate dal freddo in un sabato pomeriggio di Febbraio che promette non certo una primavera imminente, ma ghiaccio, neve e brividi in abbondanza, ci si sente ben poco propensi al digiuno quaresimale, così mi sono fiondato come una palla di cannone dritto dentro la tana del Divin Birbante, la nuova simpatica enoteca che ha preso il posto dello storico burbero Marzio e della dolce Vinivendola che gli era subentrata, e chi ho trovato all’interno di quelle accoglienti mura se non un vecchio amico, il Cannonau!

Il sangue sardo che mi ribolle nelle vene mi ha mandato un chiaro messaggio telepatico, “bevilo, bevilo”, e così, dopo un generoso assaggio condito con dell’ottimo salame di cavallo offerto dal buon vinaio Paolo, sono rientrato al caldo della mia dimora con una magica bottiglia di questo nettare della terra dei quattro mori: fin dal primo sorso era chiaro che non mi sarei pentito del mio acquisto.

Il Cannonau del Divin Birbante è stato proprio come speravo che fosse: forte, sanguigno, passionale come le genti della Sardegna, ogni sorso mi riportava alle vacanze estive che facevo in quella terra da bambino, quando il mio stupore infantile di fronte alla bellezza di quella natura bruciata dal sole e di quel mare limpido era ancora senza vincoli razionali. Tra un bicchiere e l’altro mi sono immaginato che questo deve essere stato il vino che veniva portato a De Andrè dai suoi sequestratori per alleviargli la pena della prigionia, il vino che non ha fatto perdere al grande cantautore l’amore per quella terra selvaggia e misteriosa …

Mano a mano che il contenuto della bottiglia si assottigliava sensibilmente ho iniziato a pormi delle serie domande: ma chi li ha costruiti i nuraghi? Forse gli extraterrestri? O una civiltà tanto antica della quale ne è rimasta poca traccia? E da dove vengono le maschere dei mamuthones? Sono forse rappresentazioni di temibili demoni di un remoto passato? La fantasia mi ha trasportato tra briganti, faide, culti ancestrali pagani … Sono dell’idea che un buon vino non deve essere solo un piacevole accompagnamento per i pasti e i dopo pasti, ma deve anche evocare nella mente di chi lo beve i misteri della terra da cui proviene, e questo Cannonau è decisamente uno di quei casi! “Bufa su binu de sa’ Sardinia!” (bevi il vino della Sardegna!)

Piatto d’accompagnamento consigliato: Il Cannonau si sposa a piatti sardi che farebbero inorridire ogni lombardo puro: coratelle di interiora, bistecche equine, testicoli di agnello alla brace, cozze crude con limone, maialini allo spiedo imbevuti di mirto eccetera, ma anche il già citato salame di cavallo del Divin Birbante ci si abbina benissimo. Confesso di non avere mai provato il famoso e ormai purtroppo fuorilegge formaggio con i vermi, ma spero prima o poi di provvedere …

Disco D’accompagnamento consigliato: Buttatevi sul canto diplofonico sardo, che è stranamente simile a quello mongolo e tibetano, oppure se proprio non lo digerite prendete il disco di De Andrè “Le Nuvole” e ascoltate le canzoni in lingua sarda: lui si che la Sardegna l’aveva capita bene … E poi ancora, se volete rimanere in ambito strettamente sardo, come dimenticare Pierangelo Bertoli e i Tazenda, capitanati dal compianto “cavallo” Angelo Parodi, con “Spunta la luna dal monte” e altre perle musicali?

Film d’accompagnamento consigliato: Guardatevi “Banditi a Orgosolo” oppure, se il cinema in bianco e nero non vi attira, andate a vedervi il film biografico su Fabrizio De Andrè che la Rai ha recentemente trasmesso: ogni tanto la Rai qual cosina di buono lo fa, ogni molto tanto … neh…

Lascia un commento